Il testo analizza, relativamente all’Italia e agli ultimi sessant’anni, l’evoluzione delle relazioni di lavoro nella prassi e nella teoria insieme al succedersi di paradigmi organizzativi e di innovazioni istituzionali. Si descrive in parallelo la trasformazione del ruolo del sindacato e della direzione del personale nel quadro della regolazione del mercato del lavoro. Si presenta un quadro schematico del contesto economico nazionale e internazionale, del sistema di relazioni industriali, del ruolo della funzione del personale, delle teorie e dei modelli organizzativi di riferimento, della strumentazione professionale della funzione del personale dei 6 ultimi decenni. Viene realizzata una ricostruzione storico-critica dei diversi istituti di ammortizzatori sociali previsti dall’ordinamento italiano cercando di metterne in evidenza le caratteristiche strutturali, il loro utilizzo da parte imprenditoriale e governativa, la funzione assunta nel corso del tempo. Rispetto al sistema delle relazioni industriali e alla loro interazione con il sistema degli ammortizzatori sociali specifica attenzione viene inoltre riservata allo strumento della bilateralità considerata come un sottosistema del “sistema” delle relazioni industriali e sede stabile e specializzata di confronto tra le parti, volta a favorire una maggior collaborazione in ambiti tematici legati alla retribuzione (ferie, gratifiche) ed al welfare (sostegno al reddito, sanità, formazione). La crescita di rilevanza delle forme di contrattazione aziendale e di secondo livello, in questa prospettiva, viene assunto come strumento primario per affrontare il problema strutturale della produttività italiana. Questa ricerca è una occasione per riflettere sul grado di separazione esistente tra la teoria, il pensiero organizzativo, lo studio delle relazioni industriali e la realtà. Organizzazione e Relazioni di Lavoro non hanno dialogato sufficientemente negli ultimi anni. Sembra opportuno che i problemi dell’organizzazione del lavoro e delle attività economiche siano affrontati congiuntamente con la prospettiva degli studi organizzativi e con quella dello studio dei sistemi di relazioni industriali. Il modello proposto (figura 1) contiene alcune domande implicite. La teoria influenza i modelli organizzativi dominanti nella realtà? I modelli dominanti influenzano la teoria? Il contesto economico, politico e sociale influenza la teoria? La legislazione non è sempre sincronizzata con il contesto economico, politico e sociale. I modelli organizzativi dominanti influenzano le pratiche di direzione del personale? I lavoratori ed il sindacato e la loro azione collettiva sono influenzati dal contesto nazionale e da quello internazionale nonché dalla legislazione. In realtà, anche la legislazione è incalzata e sollecitata dall’opinione pubblica e dalle organizzazioni sindacali e dai rappresentanti degli imprenditori.
Relazioni di lavoro e teorie dell'organizzazione
Bernardi A;
2008-01-01
Abstract
Il testo analizza, relativamente all’Italia e agli ultimi sessant’anni, l’evoluzione delle relazioni di lavoro nella prassi e nella teoria insieme al succedersi di paradigmi organizzativi e di innovazioni istituzionali. Si descrive in parallelo la trasformazione del ruolo del sindacato e della direzione del personale nel quadro della regolazione del mercato del lavoro. Si presenta un quadro schematico del contesto economico nazionale e internazionale, del sistema di relazioni industriali, del ruolo della funzione del personale, delle teorie e dei modelli organizzativi di riferimento, della strumentazione professionale della funzione del personale dei 6 ultimi decenni. Viene realizzata una ricostruzione storico-critica dei diversi istituti di ammortizzatori sociali previsti dall’ordinamento italiano cercando di metterne in evidenza le caratteristiche strutturali, il loro utilizzo da parte imprenditoriale e governativa, la funzione assunta nel corso del tempo. Rispetto al sistema delle relazioni industriali e alla loro interazione con il sistema degli ammortizzatori sociali specifica attenzione viene inoltre riservata allo strumento della bilateralità considerata come un sottosistema del “sistema” delle relazioni industriali e sede stabile e specializzata di confronto tra le parti, volta a favorire una maggior collaborazione in ambiti tematici legati alla retribuzione (ferie, gratifiche) ed al welfare (sostegno al reddito, sanità, formazione). La crescita di rilevanza delle forme di contrattazione aziendale e di secondo livello, in questa prospettiva, viene assunto come strumento primario per affrontare il problema strutturale della produttività italiana. Questa ricerca è una occasione per riflettere sul grado di separazione esistente tra la teoria, il pensiero organizzativo, lo studio delle relazioni industriali e la realtà. Organizzazione e Relazioni di Lavoro non hanno dialogato sufficientemente negli ultimi anni. Sembra opportuno che i problemi dell’organizzazione del lavoro e delle attività economiche siano affrontati congiuntamente con la prospettiva degli studi organizzativi e con quella dello studio dei sistemi di relazioni industriali. Il modello proposto (figura 1) contiene alcune domande implicite. La teoria influenza i modelli organizzativi dominanti nella realtà? I modelli dominanti influenzano la teoria? Il contesto economico, politico e sociale influenza la teoria? La legislazione non è sempre sincronizzata con il contesto economico, politico e sociale. I modelli organizzativi dominanti influenzano le pratiche di direzione del personale? I lavoratori ed il sindacato e la loro azione collettiva sono influenzati dal contesto nazionale e da quello internazionale nonché dalla legislazione. In realtà, anche la legislazione è incalzata e sollecitata dall’opinione pubblica e dalle organizzazioni sindacali e dai rappresentanti degli imprenditori.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
